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Mentana, Gabanelli, Ranucci: ti hanno usato per una truffa? Ecco come ti rubano i soldi online

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Mentana, Ranucci, Gabanelli, Ranucci di Report: questi nomi mi sembravano quelli di persone che, in televisione, spiegano i problemi con un tono serio, quasi da “amico esperto”…

E proprio per questo è ancora più surreale scoprire come vengano usati come volti‑ponte verso una truffa finanziaria ben congegnata.

Tutto inizia da un’intervista pubblicata il 13 marzo scorso su Rai News, dove un trentino racconta che aveva visto sul cellulare un’intervento di Milena Gabanelli in un programma come Porta a Porta e si è fidato completamente: “Lei dava consigli d’investimento e mi sono fidato… ho perso tutto”.


In realtà dietro quel video non c’è nessun servizio giornalistico vero, ma una macchina organizzata che sfrutta l’immagine di personaggi noti come Giorgia Meloni, Mario Draghi, Lucrezia Reichlin, Antonio Scurati, Sigfrido Ranucci, Enrico Mentana e altri, rendendo molto più probabile che il lettore clicchi senza pensare che si tratti di una truffa.

 

Come inizia la truffa

Il meccanismo è collaudato a livello internazionale: sui social come Facebook e Instagram compaiono post sponsorizzati che richiamano i volti dei grandi media italiani, complici inconsapevoli di un raggiro che oggi fa movimentare milioni di euro.

  • Persona comune che perde tutto affidandosi a un presunto consiglio di Gabanelli.
  • Interviste fake e post sponsorizzati usano i volti noti come “trappola” per convincere.
  • Si tratta di un raggiro internazionale che ruba il risparmio delle persone attraverso false promesse di investimento.

 

Come ti adescano sui social

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L’adescamento inizia quasi sempre in modo innocente: scorri Instagram o Facebook e ti imbatti in un post sponsorizzato che sembra una vera notizia, pubblicato da testate create apposta, come “Prima Italia”, “Italia Ora”, “Tutta Italia”, “Global Insight”, “Heather Schmid” o “Trash Fire”.


Se clicchi, non ti ritrovi su un sito qualsiasi: apri un articolo che sembra proprio tratto da la Repubblica, con la grafica ricopiata alla perfezione, la trascrizione di un’ospitata in un salotto di Bruno Vespa e un attacco violento all’amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, con frasi come “sta nascondendo la verità a milioni di italiani!”.


La “verità” però è tutt’altro: ti suggeriscono di entrare in una piattaforma di trading dove puoi fare investimenti molto redditizi, trasformarli in criptovalute e, in teoria, guadagnare senza tasse.

È proprio qui che inizia la truffa, perché nessuno dei volti noti menzionati potrebbe mai consigliare dove mettere i soldi in cambio di moltiplicarsi.

  • Post sponsorizzati su Facebook e Instagram agiscono come “esca” visiva.
  • Il falso articolo è costruito per sembrare una vera pagina di la Repubblica.
  • Ti promettono investimenti miracolosi e guadagni esentasse, un chiaro segnale di truffa.

 

I nomi che cambiano ogni giorno

Quello che rende questa truffa ancora più difficile da bloccare è il fatto che i nomi delle piattaforme cambiano in continuazione, quasi più volte al giorno.

Il 20 febbraio 2026 si chiamava Credonexia, il 24 febbraio Oxelvian, il 4 marzo Fortunezza, il 5 marzo ImmediateForce, il 19 marzo Vercadix e il 20 marzo Salda Capitòn. (ndr: Tutte truffe che noi di binaryoptioneurope.com abbiamo segnalato per tempo!)


Solo il 17 aprile ne compaiono altri come Flusso Valutezza e Valor Guadagivon, tutti generati automaticamente dall’IA, con nomi suadenti che sembrano seri ma in realtà nascondono solo un’illusione.

Puoi trovare i video di queste truffe in questi profili youtube: @PunkMissong, @tunz_tube, @Knowledge_Boost_08, @Mrsatyamyt1.

Come vedi sono pubblicati in moltissime lingue e seguono tutti lo stesso modus operandi.


L’intelligenza artificiale permette di creare in pochi minuti contenuti credibili, immagini di identità false e persino deepfake, così da ingannare il maggior numero di persone in poco tempo.

Per capire davvero come funziona, alcuni giornalisti hanno fatto una prova “sul campo” con l’esperto di sicurezza informatica Pierguido Iezzi e il suo team Maticmind, seguendo tutto il percorso come se fossero nuovi utenti.

  • Nomi delle piattaforme di trading falsi cambiano quasi ogni giorno.
  • L’IA genera nomi e pagine che sembrano professionali ma sono solo specchietti per le allodole.
  • Deepfake, immagini e contenuti automatici rendono la truffa più convincente e difficile da riconoscere.

 

Bonifici su conti intestati a terzi

Quando clicchi sul link nell’articolo, non arrivi direttamente sulla piattaforma: ti sei già perso in un groviglio di reindirizzamenti.

La pagina che apri è Fortunezza, ma per raggiungerla passi da siti come fundexorybinaryplatformswealthinvest o finssupp, che fungono da paravento.


Una volta dentro, ti chiedono di registrarti inserendo nome, cognome, e‑mail e numero di telefono. In pochi minuti arriva la telefonata da un call center che ti assicura che il tuo denaro verrà trasformato in criptovalute, senza pagare tasse, e che potrai rientrare quando vuoi.


In seguito arriva una mail da sales@actcapital, con un referente apparentemente serio, con foto creata dall’IA e un dominio @swissgroupforex che sembra una banca svizzera, ma che in realtà non ha alcun legame con la piattaforma reale.


Il bonifico da 250 euro va su IBAN intestati a persone presentate come commercialisti: uno è un autista con conto alla Banca di Piacenza (che ne è completamente ignaro), l’altro a un’istituzione di Cipro, la ISX Financial, con beneficiario D.C.P.Z.O.O.


Servono poi copia della ricevuta e un documento di identità stampato su foglio bianco e firmato, un passo che ti sembra normale ma in realtà serve a raccogliere i tuoi dati per usi ancora più oscuri.

  • Il percorso vero è nascosto da molti reindirizzamenti di siti fasulli.
  • Registrazione e bonifico con somme iniziali apparentemente modeste ma difficili da recuperare.
  • Dati personali e documenti vengono richiesti per rinforzare l’illusione di serietà e per usi illeciti.

 

L’illusione dei guadagni che crescono

Una volta dentro la piattaforma, sembra tutto perfetto: i tuoi 250 euro appaiono come se stessero crescendo ogni giorno, con grafici che salgono in modo costante e quasi “automatico”.


È proprio questo che ti spinge a ricaricare facilmente, aggiungendo più soldi tramite carte o criptovalute, convinto di essere in un vero sistema di trading. In realtà non stai guadagnando nulla: il denaro finisce su un wallet digitale, per poi essere spostato in una sorta di girandola di altri wallet più grandi, spesso collegati a migliaia di piattaforme simili.


Per esempio, un solo wallet legato a Fortunezza (codice 0x3d90…), tra dicembre e marzo, ha registrato transazioni per circa 3.000 dollari al giorno, per un totale di circa 292.545 dollari in tre mesi.


Quando finalmente provi a chiedere di rientrare coi tuoi soldi, ti chiedono altri versamenti o tasse, trasformando la situazione in un vero e proprio ricatto.

  • Piattaforma che mostra guadagni falsi per convincerti a versare più soldi.
  • Denaro spostato su wallet e reindirizzamenti in catena, praticamente irrecuperabile.
  • Quando chiedi di uscire, ti spingono a pagare ancora, aggravando la truffa.

 

Un fenomeno globale con cifre enormi

Il falso trading online non è una cosa marginale: secondo il rapporto 2024 dell’FBI Internet Crime Report, è oggi una delle minacce con il maggiore impatto economico.


Nel 2024, solo negli Stati Uniti, le frodi sugli investimenti hanno causato perdite per oltre 6,57 miliardi di dollari, con quasi 48.000 denunce.


In Italia, le cifre non sono da meno: il report della Polizia Postale relativo al 2024 stima che le truffe di questo tipo abbiano portato alla sottrazione di circa 180 milioni di euro, cifre impressionanti che riguardano soprattutto famiglie e persone che cercavano un modo semplice per guadagnare.

  • Il falso trading è una delle frodi economiche più dannose al mondo.
  • Gli Stati Uniti segnalano miliardi di dollari persi e decine di migliaia di denunce.
  • In Italia si parla di circa 180 milioni di euro rubati tramite truffe finanziarie online.

 

Come i truffatori si nascondono

Ai truffatori è quasi impossibile arrivare perché l’infrastruttura tecnica è frammentata e ogni passaggio è volutamente difficile da tracciare.


Si parte da un indirizzo IP localizzato in Germania, si passa per provider di Riga (Lettonia), dove vengono rivenduti server a siti costruiti apposta per ospitare piattaforme di trading fasulle.


Per proteggersi, usano tre trucchi principali: prima, fanno passare le piattaforme attraverso servizi come Cloudflare, che nascondono la vera posizione dei server; seconda, quando registrano un dominio, schermano nome, e‑mail e contatti del proprietario tramite servizi come Withheld for Privacy.


Terza, quando questi dati sono visibili, appartengono a persone reali ignare, come l’attrice ceca Terezie Dockalova, oppure sono nomi inventati, come Antonius Johannes, usati solo come maschera della truffa.

  • La rete tecnica è frammentata e difficile da rintracciare.
  • Vengono usati servizi come Cloudflare e registrazione con dati nascosti.
  • A volte i dati veri appartengono a persone innocenti usate come “scudo” della truffa.

 

Chi ci guadagna davvero?

Quando le vittime vanno alla Polizia Postale a denunciare, i post‑truffa vengono tolti, ma spesso ne compaiono subito altri, con nomi cambiano e stesse tecniche.


Per chi è stato truffato resta solo la rassegnazione o la disperazione, soprattutto quando si è investito in un colpo tutti i propri risparmi.


Una responsabilità, però, viene indicata chiaramente: le inserzioni pubblicitarie che sembrano articoli di giornale sono pubblicate su Facebook e Instagram, entrambi servizi di Meta Platforms Inc.


Meta incassa soldi da queste campagne, che promuovono piattaforme di truffa attraverso post che usano illegalmente l’immagine di personaggi pubblici e i marchi di testate giornalistiche.

Sebbene la policy di Meta parli di controlli preventivi con strumenti di intelligenza artificiale, questi controlli spesso non funzionano o sono ignorati in nome del profitto.


Lo scorso giugno il procuratore generale della Pennsylvania, Dave Sunday, ha chiesto a Meta di rivedere le modalità di revisione degli annunci fraudolenti o di sospendere del tutto quelli relativi agli investimenti, aprendo la strada a possibili class action.

  • La rimozione dei singoli post non basta, la truffa si sposta subito altrove.
  • Meta è al centro della partita perché guadagna dalle pubblicità che promuovono truffe finanziarie.
  • Potenziali azioni legali contro forse in futuro per le politiche di controllo insufficienti.

 

Non solo i grandi social

Anche altri siti funzionano in modo simile, solo un po’ più “nascosti”.

Ad esempio, portali come d…investire e pisa…nnel pubblicano inserzioni sponsorizzate camuffate da articoli giornalistici. (ndr: nomi redatti a causa di possibili denunce…)


I titoli seguono sempre lo stesso schema: “Recensione: verità o truffa?”, “Funziona o è una truffa?”, “Soluzione legittima o no?”, frasi che creano curiosità e spingono a cliccare.


In fondo alla pagina c’è una piccola nota che dice: “Contenuto sponsorizzato fornito da soggetti terzi.

La redazione non verifica né garantisce le informazioni”.

Il problema è che questa avvertenza arriva molto più in basso, spesso dopo che il lettore ha già cliccato sul link che lo porta a una delle piattaforme fake di trading online.

  • Anche siti di nicchia replicano il modello dei post truffa sui social.
  • Titoli fatti apposta per creare dubbi e curiosità (“verità o truffa?”).
  • La nota di responsabilità arriva tardi, dopo che hai già cliccato sul link.

 

La lezione più importante: non fidarti delle piattaforme non regolamentate!

La conclusione a cui porta questa vicenda è semplice ma fondamentale: non devi mai fidarti di chi promette grandi e facili guadagni, qualunque volto abbia davanti.


Se anche sembra che a parlarti siano Mentana, Ranucci, Gabanelli, Draghi o altri volti noti, non significa che quello che leggi o ascolti sia reale. È possibile che la loro immagine sia stata usata illegalmente per convincerti a entrare in una truffa.


Non solo perderesti i tuoi soldi, ma i tuoi dati personali potrebbero finire in giro per il web, usati per altri raggiri o per creare deepfake ancora più sofisticati e difficili da smascherare.

  • Non fidarsi mai di promesse di guadagni facili e sicuri.
  • Volto noto + proposta di investimento non è mai garanzia di serietà.
  • I dati personali e l’identità possono essere usati in modo subdolo nel mercato delle truffe online.

 

Conclusione

La vicenda raccontata da Milena Gabanelli e dagli altri volti noti coinvolti mostra quanto sia facile cadere in una truffa quando il raggiro è camuffato da “consiglio di esperti” e da articoli che sembrano veri giornali.


Di fronte a proposte di investimento miracolose, promesse di guadagni senza tasse e nomi famosi che sembrano mettere una sorta di “bollino di garanzia”, l’istinto più sano è sempre fermarsi, verificare e non cliccare dal primo link che appare su Instagram o Facebook.


Le truffe sul falso trading online non sono solo un problema di pochi, ma un fenomeno globale con miliardi di euro in movimento, e il vero antidoto è la consapevolezza: sapere che nessun personaggio tv suggerirebbe mai dove mettere i propri soldi per “farli moltiplicare” è il primo passo per non finire in questo giro.

Qui il link all’articolo su “Il Corriere” da cui questa guida si è ispirata.

 

FAQ sulle truffe svelate da Gabanelli

Ma se il video sembra un’intervista vera, è davvero una truffa?

Sì. È proprio questo il punto: post e video vengono costruiti in modo da imitare interviste reali di persone come Milena Gabanelli, Mentana, Ranucci o Draghi, ma in realtà nessuno di loro ha mai dato consigli su quelle piattaforme di trading.

 

Come capire se sto entrando in una piattaforma falsa?

Segnali forti sono: URL strani, nomi delle piattaforme che cambiano in continuazione (come Fortunezza, ImmediateForce, Vercadix), contatti su mail con domini poco chiari e promesse di guadagni sicuri ed esentasse.

 

Perché Meta (Facebook e Instagram) è coinvolta in questa truffa?

Le pagine‑truffa usano inserzioni sponsorizzate, quindi le società dietro questi annunci pagano a Meta per pubblicare contenuti che sembrano articoli giornalistici ma che in realtà promuovono trading online falso.

 

Cosa devo fare se ho già versato soldi su una piattaforma così?

La prima cosa è bloccare ulteriori versamenti, poi fare subito una denuncia alla Polizia Postale o alla Guardia di Finanza, conservando tutti gli screenshot, le mail e le ricevute del bonifico.

 

È possibile recuperare i soldi persi in una truffa del genere?

In molti casi è molto difficile, perché il denaro viene spostato in catena di wallet e società all’estero, ma una denuncia tempestiva può comunque aiutare le autorità a bloccare la piattaforma e a capire meglio il meccanismo della truffa.

 

Autore

  • gianluca autore

    Gianluca è un analista finanziario indipendente con oltre 20 anni di esperienza nel settore del trading online e dei derivati. Specializzato in analisi tecnica e price action, ha dedicato la sua carriera a decodificare la complessità dei mercati delle opzioni binarie e del Forex per il pubblico europeo. Su Binaryoptioneurope, Gianluca applica un rigoroso processo di fact-checking per valutare la trasparenza e la solidità dei broker, assicurando che ogni recensione rispetti i più alti standard di conformità normativa (ESMA e CySEC). La sua missione è fornire ai trader strumenti analitici oggettivi per navigare i mercati con consapevolezza e gestione del rischio.

    Appassionato di finanza fin dai suoi anni universitari, Gianluca ha ottenuto una laurea in Finanza. Le sue competenze accademiche si sono evolute in una carriera nell'ambito finanziario, ma è sul web che ha trovato la sua voce. Gianluca offre approfondimenti su temi finanziari, traducendo concetti tecnici in contenuti accessibili per un vasto pubblico.

     

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