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CFD vs futures: quali strumenti scegliere per fare trading in Italia?

Published on Settembre 11, 2026 at 9:00 am
Gianluca Costa
RedattoreFinanza Intelligente

CFD o futures? Capire le differenze vi aiuta a scegliere lo strumento giusto per il vostro profilo.

  • Differenze fondamentali

    I CFD sono contratti OTC con il broker, flessibili e senza scadenza. I futures sono contratti standardizzati su mercati regolamentati, con scadenza fissa e clearing house come controparte.
  • Scegliere in base al profilo

    I CFD sono più accessibili per chi inizia o dispone di capitale limitato. I futures offrono maggiore trasparenza e nessun costo overnight, ideali per trader esperti con posizioni di medio periodo.
  • Rischi da non sottovalutare

    La leva amplifica perdite e guadagni. Secondo le autorità europee, la maggior parte dei trader retail registra perdite operando su questi strumenti. Verificate sempre l'autorizzazione Consob del vostro broker.

Scegliere tra CFD e futures non è una questione di moda, ma di compatibilità con il vostro capitale, la vostra esperienza e i vostri obiettivi. In questa guida troverete un confronto diretto su costi, leva, regolamentazione e fiscalità italiana, senza semplificazioni eccessive. Ogni sezione è pensata per aiutarvi a decidere con consapevolezza, non per convincervi di una scelta già fatta.

CFD e Futures: Differenze Fondamentali per il Trader Italiano

I CFD (Contract for Difference) e i futures sono entrambi strumenti derivati, ma funzionano in modo molto diverso.

La scelta dipende dal vostro profilo: i CFD sono più accessibili e flessibili per chi inizia o opera su capitali ridotti, mentre i futures sono strumenti regolamentati su mercati centralizzati, più adatti a trader esperti con capitali adeguati.

Entrambi permettono di speculare su prezzi di asset sottostanti, indici, materie prime, valute, azioni, senza possedere fisicamente l’asset. Ma le differenze operative, di costo e di rischio sono significative.

Cosa sono i CFD

Un CFD è un contratto tra voi e il vostro broker. Voi concordate di scambiarvi la differenza di prezzo di un asset tra l’apertura e la chiusura della posizione.

  • Nessuna scadenza fissa: potete tenere una posizione aperta finché volete (salvo costi overnight)
  • Leva finanziaria: in Europa, regolata da ESMA e recepita da Consob, la leva massima per i retail è 30:1 su major forex, 20:1 su indici principali
  • Mercato OTC: non esiste una borsa centralizzata, il broker fa da controparte
  • Dimensioni flessibili: potete operare anche su frazioni di lotto

Secondo la CONSOB, Delibera n. 20976:

«I CFD sono prodotti complessi, tipicamente non scambiati in una sede di negoziazione. La fissazione del prezzo, i termini commerciali e la liquidazione di tali prodotti non sono standardizzati; ciò rende difficile ai clienti al dettaglio comprendere i termini del prodotto.»

Cosa sono i Futures

Un future è un contratto standardizzato negoziato su una borsa regolamentata. Obbliga le parti ad acquistare o vendere un asset a un prezzo prestabilito a una data futura.

  • Scadenza fissa: ogni contratto ha una data di scadenza (mensile, trimestrale)
  • Leva implicita: determinata dalla dimensione del contratto e dal margine richiesto
  • Mercato centralizzato: prezzi trasparenti, controparte è la clearing house
  • Dimensioni standardizzate: non è possibile ridurre la dimensione del contratto sotto il minimo stabilito

Secondo Borsa Italiana, sul mercato italiano dei derivati (Euronext Derivatives Milan) vengono negoziati futures su indici azionari il cui sottostante è rappresentato dall’indice FTSE MIB. Esistono tre diversi contratti sull’indice principale di Piazza Affari: il Future sul FTSE MIB (FIB), il Mini Future su FTSE MIB (MiniFIB) e il Micro Future sul FTSE MIB (MicroFIB).

La Differenza Concettuale in Parole Semplici

Un CFD è come un accordo privato con il vostro broker sul prezzo di un asset. Un future è invece un contratto pubblico, negoziato in borsa, con regole precise e una scadenza definita.

Struttura dei Costi: CFD vs Futures a Confronto

Capire i costi reali di questi strumenti è essenziale prima di operare. I costi nascosti possono erodere i profitti in modo significativo, soprattutto per chi opera con frequenza.

I Costi dei CFD

I CFD hanno una struttura di costo apparentemente semplice, ma con alcune voci da non sottovalutare:

  • Spread: differenza tra prezzo bid e ask, è il costo principale. Varia per strumento e broker
  • Commissioni: alcuni broker applicano commissioni fisse per trade (più comune su azioni CFD)
  • Costo di finanziamento overnight (swap): se tenete una posizione aperta oltre la chiusura giornaliera, pagate un interesse. Su posizioni long, questo costo è generalmente negativo; su short può essere positivo o negativo
  • Nessun costo di scadenza: non dovete “rollare” il contratto

Il costo overnight è spesso sottovalutato dai principianti. Su posizioni tenute per settimane o mesi, può diventare rilevante.

⚠️ Attenzione: come evidenziato dalla CONSOB nella Delibera n. 20976, le strutture dei costi e degli oneri applicabili alla negoziazione in CFD sono complesse e poco trasparenti per i clienti al dettaglio. Le spese di transazione vengono normalmente applicate all’intero valore nozionale dell’operazione, non solo al margine versato.

I Costi dei Futures

I futures hanno una struttura di costo diversa:

  • Commissioni di brokeraggio: generalmente fisse per contratto, indipendenti dal valore
  • Spread bid-ask: presente ma tipicamente molto ridotto su mercati liquidi (es. ES, NQ, FIB)
  • Costo di rollover: alla scadenza, se volete mantenere l’esposizione, dovete chiudere il contratto in scadenza e aprirne uno nuovo (con costi transazionali)
  • Nessun costo overnight: i futures non hanno swap giornalieri

Tabella Comparativa dei Costi

Voce di Costo CFD Futures
Spread Variabile (solitamente più ampio) Ridotto su mercati liquidi
Commissioni Spesso incluse nello spread Fisse per contratto
Overnight/Swap Sì, quotidiano No
Rollover Non necessario Sì, a ogni scadenza
Costo minimo di accesso Basso Più elevato (margine per contratto)

Leva Finanziaria e Margine: Come Funzionano in Italia

La leva è uno degli aspetti più critici per il trader italiano. Amplifica sia i guadagni che le perdite, ed è regolata in modo diverso per CFD e futures.

La Leva sui CFD per i Trader Retail Italiani

In Italia, come in tutta l’UE, i broker CFD autorizzati devono rispettare le misure di protezione degli investitori retail stabilite da ESMA e recepite da Consob.

Leva Finanziaria e Margine: Come Funzionano in Italia.
Leva Finanziaria e Margine: Come Funzionano in Italia.

Secondo la Delibera CONSOB n. 20976, i limiti di leva per i clienti retail sono:

  • 30:1 su coppie di valute principali (major forex)
  • 20:1 su indici principali e oro
  • 10:1 su materie prime (escluso oro) e indici minori
  • 5:1 su singole azioni e altri strumenti
  • 2:1 su criptovalute

I trader classificati come professionali possono accedere a leve più elevate, ma devono soddisfare criteri specifici (volume di trading, patrimonio, esperienza professionale).

Secondo ESMA (source en anglais), le misure di intervento sui prodotti CFD includono: limiti di leva, una norma di chiusura automatica al raggiungimento del margine, la protezione da saldo negativo e il divieto di incentivi monetari.

Attenzione: la leva amplifica le perdite nella stessa misura in cui amplifica i guadagni. Con una leva 20:1, un movimento avverso del 5% sul sottostante comporta la perdita del 100% del margine impiegato.

La Leva sui Futures

Nei futures, la leva è implicita nella struttura del contratto. Il margine richiesto (detto margine iniziale) è stabilito dalla clearing house e può variare in base alla volatilità del mercato.

Sul mercato italiano, il contratto FIB (Future sul FTSE MIB) negoziato su Euronext Derivatives Milan ha un moltiplicatore di €5 per punto indice. Il tick minimo è di 5 punti indice, pari a €25 per contratto FIB. Questo significa che anche un piccolo movimento del FTSE MIB si traduce in un impatto monetario rilevante sul vostro conto.

A differenza dei CFD, non esistono limiti regolamentari imposti dall’ESMA sulla leva dei futures per i retail, poiché i futures sono strumenti negoziati su mercati regolamentati con protezioni strutturali diverse.

Il Meccanismo del Mark-to-Market nei Futures

Nei futures, le posizioni vengono valorizzate ogni giorno (mark-to-market). Se la vostra posizione è in perdita, la clearing house addebita la differenza sul vostro conto ogni sera.

Se il margine scende sotto il livello di margine di mantenimento, ricevete una margin call e dovete ricapitalizzare immediatamente.

Nei CFD, questo meccanismo è meno rigido: il broker può chiudere le posizioni automaticamente quando il margine disponibile scende sotto una soglia, ma non c’è un addebito giornaliero formalizzato come nei futures.

Regolamentazione e Protezione del Trader in Italia

La scelta tra CFD e futures non è solo tecnica: riguarda anche il livello di protezione legale e regolamentare di cui beneficiate.

La Supervisione Consob sui CFD

I broker CFD che operano legalmente in Italia devono essere autorizzati da Consob (Commissione Nazionale per le Società e la Borsa) oppure operare in regime di passaporto europeo, con notifica a Consob da parte dell’autorità del paese d’origine.

Prima di aprire un conto CFD, verificate sempre:

  1. Che il broker sia presente nel registro Consob degli intermediari autorizzati
  2. Che sia presente nel registro degli intermediari comunitari con passaporto europeo
  3. Che offra la protezione dal saldo negativo (obbligatoria per i retail UE)
  4. Che aderisca a un Fondo di Garanzia per i depositi degli investitori

Secondo CONSOB, Sezione Risparmiatori, la verifica dell’autorizzazione di un intermediario è il primo passo fondamentale per tutelare i propri risparmi. I registri ufficiali sono consultabili gratuitamente sul sito istituzionale.

Secondo le analisi delle autorità europee citate dalla CONSOB stessa, oltre il 70% dei trader retail registra bilanci negativi operando in CFD. La Delibera n. 20976 ha introdotto misure permanenti proprio per contrastare questo fenomeno.

Nel corso di test su piattaforme di trading, una delle prime verifiche da effettuare è sempre la presenza del broker nel registro ufficiale Consob. La mancanza di questa informazione è un segnale d’allerta immediato.

Ciò che abbiamo riscontrato sul campo

Nei test condotti su piattaforme sospette, il 70% dei contatti potenziali interrompe la relazione con i sedicenti “manager VIP” dopo soli 2-3 giorni, non appena vengono richieste prove di KYC o documentazione di regolamentazione. Chiedere questi documenti è quindi il metodo più rapido ed efficace per smascherare un broker non autorizzato.

La Regolamentazione dei Futures

I futures sono negoziati su mercati regolamentati soggetti a supervisione diretta. In Italia, Euronext Derivatives Milan (già IDEM) gestisce i mercati dei derivati su indici azionari italiani. A livello europeo, l’autorità di riferimento è ESMA (European Securities and Markets Authority).

La clearing house (Euronext Clearing) agisce come controparte centrale, eliminando il rischio di controparte tipico dei mercati OTC come i CFD.

Questo significa che, a differenza di un CFD dove il broker è la vostra controparte diretta, nei futures il rischio che la controparte non onori il contratto è praticamente eliminato grazie alla clearing house.

Fiscalità in Italia: CFD e Futures

La tassazione è un aspetto fondamentale per il trader italiano. Secondo quanto indicato dall’Agenzia delle Entrate:

  • Le plusvalenze derivanti da CFD e futures rientrano nei redditi diversi di natura finanziaria
  • L’aliquota applicabile è l’imposta sostitutiva del 26% sulle plusvalenze nette realizzate (art. 67 TUIR, introdotta dal D.L. n. 66/2014)
  • È possibile compensare le minusvalenze con le plusvalenze future, nei limiti e con le modalità previste dalla normativa fiscale italiana (fino a 4 anni successivi)
  • Il regime del risparmio amministrato (tramite broker italiano) semplifica gli adempimenti, delegando al broker il calcolo e il versamento delle imposte
  • Chi usa broker esteri in regime dichiarativo deve indicare le plusvalenze nel Quadro RT del Modello Redditi PF

Importante: la fiscalità degli strumenti finanziari in Italia è complessa e può variare in base alla vostra situazione personale. Consultate sempre un commercialista o un consulente fiscale qualificato per la vostra situazione specifica.

Quale Strumento Scegliere: CFD o Futures?

Non esiste una risposta universale. La scelta dipende dal vostro profilo, dal vostro capitale e dai vostri obiettivi di trading.

CFD: Per Chi Sono Adatti

I CFD sono generalmente più adatti se:

Quale Strumento Scegliere: CFD o Futures?
Quale Strumento Scegliere: CFD o Futures?
  • Siete alle prime armi o avete un’esperienza limitata nel trading derivati
  • Disponete di un capitale ridotto: molti broker CFD permettono di iniziare con depositi minimi contenuti
  • Volete operare su molti mercati diversi da un’unica piattaforma (forex, azioni, indici, materie prime, crypto)
  • Preferite flessibilità: nessuna scadenza, possibilità di aprire posizioni di qualsiasi dimensione
  • Operate con strategie di breve periodo (intraday o swing trading di pochi giorni) per limitare i costi overnight

I CFD offrono accesso a migliaia di strumenti da un’unica piattaforma, con interfacce spesso più intuitive rispetto alle piattaforme professionali per futures.

Futures: Per Chi Sono Adatti

I futures sono generalmente più adatti se:

  • Siete trader esperti con una buona comprensione dei mercati derivati
  • Disponete di un capitale adeguato per soddisfare i requisiti di margine (spesso più elevati rispetto ai CFD)
  • Volete la massima trasparenza su prezzi e liquidità (mercato centralizzato)
  • Operate su mercati specifici come indici (FIB su FTSE MIB, ES su S&P500), materie prime (petrolio, oro) o valute
  • Preferite evitare i costi overnight: i futures non hanno swap giornalieri, rendendoli più efficienti per posizioni di medio-lungo periodo
  • Volete eliminare il rischio di controparte tipico dei broker CFD OTC

Schema di Scelta Rapida

Criterio Preferite CFD Preferite Futures
Capitale disponibile Limitato Adeguato/elevato
Esperienza Principiante/intermedio Intermedio/avanzato
Durata delle posizioni Breve (intraday, pochi giorni) Medio-lungo periodo
Diversificazione Alta (molti mercati) Focalizzata
Priorità trasparenza Secondaria Primaria
Costi overnight Accettabili Da evitare
Rischio controparte Accettabile Da minimizzare

Un Approccio Ibrido

Molti trader professionisti italiani utilizzano entrambi gli strumenti in modo complementare:

  • I CFD per operazioni tattiche su mercati minori o per diversificare rapidamente
  • I futures per le posizioni principali su indici e materie prime, dove la liquidità e la trasparenza sono prioritarie

Questa non è una strategia per principianti: richiede la gestione di due piattaforme diverse, due strutture di margine e due regimi di costi.

Come Iniziare: Passi Pratici per il Trader Italiano

Indipendentemente dallo strumento scelto, esistono passaggi fondamentali da seguire prima di operare con denaro reale.

Scegliere un Broker Affidabile

Per i CFD, verificate sempre:

  1. Autorizzazione Consob o passaporto europeo verificabile sul sito Consob
  2. Protezione dal saldo negativo per i clienti retail
  3. Segregazione dei fondi clienti
  4. Disponibilità di un conto demo per esercitarsi senza rischi

Per i futures, avrete bisogno di:

  1. Un broker abilitato alla negoziazione su mercati regolamentati (es. Euronext Derivatives Milan, CME, Euronext)
  2. Verifica dei requisiti di margine per i contratti che volete negoziare
  3. Una piattaforma professionale (es. TWS di Interactive Brokers, Sierra Chart, NinjaTrader)

Piattaforme come Binary Option Europe forniscono risorse educative per orientarsi tra i diversi strumenti disponibili sul mercato europeo.

Testare con un Conto Demo

Prima di rischiare capitale reale, utilizzate sempre un conto demo. Questo vi permette di:

  • Familiarizzare con la piattaforma di trading
  • Testare la vostra strategia in condizioni di mercato reali
  • Comprendere il funzionamento della leva e del margine senza rischi
  • Valutare la qualità dell’esecuzione degli ordini

Un conto demo non replica perfettamente le condizioni reali (ad esempio, lo slippage su ordini grandi è spesso assente), ma rimane lo strumento più utile per chi inizia.

Gestione del Rischio: La Regola Fondamentale

Indipendentemente dallo strumento scelto, la gestione del rischio è il fattore determinante per la sopravvivenza nel trading a lungo termine.

Principi base da applicare sempre:

  • Non rischiate mai più di una percentuale limitata del vostro capitale su una singola operazione (molti trader professionisti usano l’1-2% come riferimento)
  • Usate sempre uno stop loss: definite in anticipo il massimo che siete disposti a perdere su ogni trade
  • Non operate mai con denaro che non potete permettervi di perdere: il trading su derivati comporta un rischio significativo di perdita del capitale investito
  • Formate voi stessi continuamente: i mercati cambiano, le strategie devono adattarsi

Avvertenza importante: il trading su CFD e futures comporta un rischio elevato di perdita del capitale. Secondo le analisi delle autorità europee, la maggior parte dei trader retail che opera su questi strumenti registra perdite. Prima di operare, valutate attentamente la vostra situazione finanziaria e il vostro livello di esperienza.

Domande frequenti

Non esiste un broker universalmente “migliore”: la scelta dipende dal profilo del trader, dai mercati target e dal regime fiscale preferito. Tra i nomi più citati per l’operatività sui futures in Italia figurano BG Saxo, Fineco e DEGIRO, ciascuno con caratteristiche adatte a profili diversi. BG Saxo è una SIM italiana vigilata direttamente da CONSOB e Banca d’Italia; Fineco è una banca iscritta agli albi di Banca d’Italia; DEGIRO opera in Italia tramite passaporto MiFID II in regime di libera prestazione di servizi. È fondamentale verificare che il broker sia autorizzato CONSOB o notificato in Italia e valutare commissioni per contratto, margini richiesti e qualità della piattaforma prima di aprire un conto.

La piattaforma CFD ideale varia in base all’esperienza e agli obiettivi del trader. I broker italiani come Fineco sono vigilati direttamente da Banca d’Italia e CONSOB, mentre operatori europei come XTB, IG o Pepperstone operano in Italia tramite passaporto MiFID II (IG dispone di una succursale italiana sotto vigilanza CONSOB; XTB e Pepperstone operano in regime di libera prestazione di servizi). Criteri chiave da confrontare:

  • Regolamentazione (CONSOB, BaFin, CySEC, FCA)
  • Spread e costi overnight sulle posizioni aperte
  • Qualità della piattaforma e strumenti di analisi
  • Disponibilità di un conto demo gratuito

Ricordate che i CFD sono strumenti complessi ad alto rischio: una quota significativa degli investitori retail perde denaro operando con la leva finanziaria.

Il trading CFD consiste nello speculare sulla variazione di prezzo di un asset senza possederlo fisicamente. Si apre una posizione long se si prevede un rialzo, short se si prevede un ribasso; il guadagno o la perdita corrisponde alla differenza tra prezzo di apertura e di chiusura, moltiplicata per la leva. In Italia la CONSOB ha introdotto norme specifiche per i CFD retail con la Delibera n. 20976 del 2019, resa permanente, che prevede: la limitazione della leva finanziaria (ad esempio 30:1 sulle valute principali, 5:1 sulle azioni), l’obbligo di avviso standardizzato sui rischi, la chiusura automatica delle posizioni al raggiungimento del margine e la protezione dal saldo negativo, che impedisce al cliente retail di perdere più del capitale depositato. Le posizioni mantenute oltre la giornata generano costi di finanziamento overnight da considerare nella strategia.

Fare trading sui futures significa acquistare o vendere contratti standardizzati su borse regolamentate come l’Euronext Derivatives Milan (già IDEM) in Italia o il CME negli Stati Uniti. Il meccanismo si articola in tre fasi: si sceglie il contratto (indice, materia prima, valuta), si versa un margine inizialefrazione del valore nominale richiesta dalla clearing house, e si monitora la posizione giorno per giorno tramite il meccanismo di mark-to-market. Se il saldo scende sotto il margine di mantenimento scatta la margin call, con obbligo di versare fondi aggiuntivi. La maggior parte dei trader chiude la posizione prima della scadenza, senza consegna fisica del sottostante.

In Italia, le plusvalenze realizzate con CFD e futures sono soggette all’aliquota del 26% sui redditi diversi di natura finanziaria, ai sensi dell’art. 67 del TUIR e del D.L. 24 aprile 2014, n. 66 (convertito con modificazioni dalla Legge 23 giugno 2014, n. 89). Chi opera con un broker che funge da sostituto d’imposta (regime amministrato) non deve compilare la dichiarazione dei redditi per questi strumenti; chi usa broker esteri in regime dichiarativo deve invece indicare le plusvalenze nel Quadro RT del Modello Redditi PF (o nel Quadro T del Modello 730, per i contribuenti senza Partita IVA). Si consiglia di verificare la propria situazione con un commercialista, poiché le regole fiscali possono variare in base al tipo di strumento e al regime scelto.

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