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1 milione di euro: come investire e vivere di rendita guida completa

Published on Luglio 29, 2026 at 6:06 am
Updated on Agosto 3, 2026 at 5:00 am
Gianluca Costa
RedattoreFinanza Intelligente

Un milione di euro investito bene può garantire una rendita sostenibile: ecco come.

  • Punti Essenziali

    Con un rendimento tra il 3% e il 5%, un milione di euro genera tra 1.850 e 3.000 euro netti mensili, dopo la tassazione italiana del 26% (o 12,5% sui titoli di Stato).
  • Vantaggi Concreti

    Diversificando tra ETF, BTP e immobili, potete ottimizzare il carico fiscale, proteggere il capitale dall'inflazione e costruire una rendita duratura nel tempo.
  • Attenzione

    L'inflazione al +3,0% annuo (ISTAT, giugno 2026) erode progressivamente il potere d'acquisto: una rendita fissa senza asset in crescita reale rischia di diventare insufficiente nel lungo periodo.

Gestire un capitale da un milione di euro richiede metodo, disciplina e conoscenza fiscale. In questa guida troverete un percorso strutturato: dalla regola del 4% alla tassazione italiana, dagli ETF ai BTP, fino agli errori più costosi da evitare. Ogni strategia è contestualizzata alla realtà italiana, con dati aggiornati e riferimenti normativi verificati.

È Possibile Vivere di Rendita con 1 Milione di Euro?

Con un capitale di 1 milione di euro ben investito, vivere di rendita è un obiettivo realistico per molte persone.

La risposta dipende da tre variabili fondamentali:

  • Il rendimento medio annuo del portafoglio
  • Le spese mensili personali
  • La strategia fiscale adottata

Un portafoglio diversificato con un rendimento annuo lordo compreso tra il 3% e il 5% genera tra 30.000 e 50.000 euro all’anno prima delle imposte.

Dopo la tassazione sulle plusvalenze e sui redditi da capitale, generalmente al 26% per la maggior parte degli strumenti finanziari, secondo le norme dell’Agenzia delle Entrate, il reddito netto si colloca orientativamente tra 22.000 e 37.000 euro annui, ovvero tra 1.800 e 3.000 euro al mese.

Per molte famiglie italiane, specialmente fuori dai grandi centri urbani, questa cifra è sufficiente per mantenere uno stile di vita dignitoso. Per chi vive a Milano o Roma con spese elevate, potrebbe essere necessario integrare con altre fonti di reddito o ottimizzare ulteriormente il portafoglio.

Punto chiave: Non esiste una formula universale. La sostenibilità della rendita dipende dal bilanciamento tra rendimento atteso, rischio accettato e livello di spesa personale.

Come Calcolare la Rendita Sostenibile: La Regola del 4% e le Sue Varianti

La Regola del 4%: Origine e Applicazione

La regola del 4% è uno dei riferimenti più citati nella pianificazione finanziaria per chi vuole vivere di rendita.

Originariamente sviluppata da William Bengen nel 1994 e confermata dal cosiddetto “Trinity Study” (pubblicato nel 1998 da tre professori della Trinity University), stabilisce che è possibile prelevare ogni anno il 4% del capitale iniziale senza esaurire il patrimonio nell’arco di 30 anni, a condizione di investire in un portafoglio bilanciato tra azioni e obbligazioni.

Applicata a 1 milione di euro:

  • Prelievo annuo: 40.000 euro lordi
  • Prelievo mensile: circa 3.333 euro lordi
  • Reddito netto stimato (dopo tassazione al 26%): circa 2.467 euro al mese

Questa regola nasce dal mercato americano e va adattata al contesto europeo e italiano, dove i rendimenti storici dei mercati azionari sono stati mediamente inferiori e la fiscalità è diversa.

Adattare il Calcolo alla Realtà Italiana

In Italia, la tassazione sui redditi da capitale varia in base allo strumento. Secondo i dati dell’Agenzia delle Entrate e le istruzioni ufficiali per il Modello Redditi Persone Fisiche 2026:

Strumento Finanziario Aliquota Fiscale (indicativa)
Dividendi azionari 26%
Plusvalenze da azioni 26%
Cedole obbligazionarie (BTP) 12,5%
Fondi comuni e ETF 26%
Rendite da immobili (cedolare secca) 21% o 10% (canone concordato)

Secondo BTP Analisi, al 23 luglio 2026 il rendimento netto medio sui BTP monitorati si attesta al 3,24% annuo, con un’escursione che va dal 2,63% al 4,13% a seconda della scadenza. La tassazione agevolata al 12,5% su cedole e plusvalenze è trattenuta automaticamente dall’intermediario in regime amministrato.

Attenzione: Le aliquote fiscali possono variare in base al regime scelto e alla tipologia specifica dello strumento. È sempre consigliabile consultare un commercialista o un consulente fiscale per la propria situazione.

Per ottimizzare il reddito netto, molti investitori italiani privilegiano i BTP e le obbligazioni governative europee, che beneficiano dell’aliquota agevolata al 12,5%. Come evidenziato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF), i titoli di Stato italiani godono di tassazione agevolata al 12,5% e sono esclusi dal calcolo ISEE fino a 50.000 euro investiti.

Tasso di Prelievo Sicuro per Orizzonti Temporali Diversi

La regola del 4% è calibrata su un orizzonte di 30 anni. Se si prevede una rendita più lunga (ad esempio per chi va in pensione anticipata a 45-50 anni), è prudente abbassare il tasso di prelievo:

  • Orizzonte 40+ anni: tasso di prelievo consigliato intorno al 3-3,5%
  • Orizzonte 30 anni: tasso del 4% (regola classica)
  • Orizzonte 20 anni: tasso fino al 5% potrebbe essere sostenibile

Con un tasso del 3% su 1 milione di euro, il prelievo annuo è di 30.000 euro lordi, circa 22.200 euro netti (ipotizzando un’aliquota media del 26%), ovvero circa 1.850 euro al mese netti.

Dove Investire 1 Milione di Euro: Le Principali Strategie

Portafoglio Diversificato con ETF e Fondi Indicizzati

Gli ETF (Exchange Traded Funds) rappresentano oggi uno degli strumenti più efficienti per investire un capitale importante con costi contenuti.

Replicano indici di mercato (come il MSCI World, l’S&P 500 o l’Euro Stoxx 600) e offrono una diversificazione immediata su centinaia o migliaia di titoli.

Dove Investire 1 Milione di Euro: Le Principali Strategie.
Dove Investire 1 Milione di Euro: Le Principali Strategie.

Un portafoglio tipico per chi vuole vivere di rendita potrebbe essere strutturato così:

  • 50-60% in ETF azionari globali (per la crescita del capitale nel lungo periodo)
  • 30-40% in ETF obbligazionari (per la stabilità e la generazione di flusso cedolare)
  • 10% in asset alternativi (oro, REIT, materie prime, come copertura dall’inflazione)

Questo approccio è relativamente semplice da gestire, ha costi di gestione bassi (spesso inferiori allo 0,3% annuo per gli ETF indicizzati) e permette di ribilanciare il portafoglio periodicamente.

Investimento Immobiliare per Reddito da Affitto

L’investimento immobiliare è tradizionalmente molto apprezzato dagli italiani. Con 1 milione di euro è possibile acquistare uno o più immobili da mettere a reddito.

Considerazioni pratiche:

  • Secondo l’analisi dell’Ufficio Studi Gruppo Tecnocasa, il rendimento medio annuo lordo da locazione per un bilocale da 65 mq nelle grandi città italiane si è attestato intorno al 5,8% nella prima parte del 2025, con punte di 7,5% a Genova, 7,2% a Palermo e 6,7% a Verona. Nei mercati di pregio come il centro di Milano o Roma, i rendimenti tendono ad essere più contenuti per via degli elevati prezzi di acquisto.
  • Vanno detratti i costi di gestione, manutenzione, assicurazione, tasse comunali (IMU per seconde case) e periodi di sfitto.
  • Il rendimento netto reale si attesta spesso tra il 2% e il 3,5%.
  • La cedolare secca (21% per i contratti a canone libero, o 10% per i contratti a canone concordato) semplifica la tassazione rispetto all’IRPEF ordinaria.

Un milione di euro potrebbe essere distribuito su due o tre proprietà in città diverse, riducendo il rischio di concentrazione geografica.

💡 Consiglio dell’esperto: Secondo i dati di Immobiliare.it Insights, nei primi sei mesi del 2025 i canoni di locazione sono aumentati del 5,5%, raggiungendo 14,3 euro al metro quadrato. La crescita dei canoni sostiene i rendimenti da locazione, ma richiede anche un’attenta valutazione della sostenibilità per gli inquilini.

Obbligazioni e Titoli di Stato

Per chi privilegia la stabilità del reddito rispetto alla crescita del capitale, le obbligazioni e i titoli di stato offrono un flusso cedolare prevedibile.

I BTP italiani godono dell’aliquota fiscale agevolata al 12,5% sulle cedole e sulle plusvalenze, rendendoli fiscalmente vantaggiosi rispetto ad altri strumenti. I rendimenti variano in base alla scadenza e alle condizioni di mercato al momento dell’acquisto.

Le obbligazioni corporate investment grade offrono rendimenti potenzialmente superiori ai titoli di stato, ma con un livello di rischio più elevato e una tassazione ordinaria al 26%.

Consiglio pratico: Costruire una “scala di scadenze” (bond ladder) con obbligazioni che scadono in anni diversi permette di gestire il rischio di tasso d’interesse e di avere liquidità periodica senza dover vendere in momenti sfavorevoli.

Azioni con Focus sui Dividendi

Le azioni da dividendo (dividend investing) sono un’altra strategia classica per chi vuole vivere di rendita. Si selezionano aziende con una storia consolidata di distribuzione di dividendi crescenti nel tempo.

Caratteristiche da ricercare:

  • Dividend yield (rendimento da dividendo) sostenibile, non eccessivamente alto
  • Payout ratio (percentuale degli utili distribuita come dividendo) non superiore al 70-80%
  • Solidità del bilancio aziendale e settore difensivo (utilities, beni di consumo, farmaceutica)

Il rischio principale è la concentrazione settoriale e la possibilità che le aziende riducano o sospendano i dividendi in periodi di crisi.

Diversificazione e Gestione del Rischio con un Capitale da 1 Milione

Perché la Diversificazione è Fondamentale

Con un capitale importante come 1 milione di euro, il rischio di concentrazione è il nemico principale. Investire tutto in un unico strumento, settore o area geografica espone il patrimonio a perdite potenzialmente irreversibili.

La diversificazione si applica su più livelli:

  1. Diversificazione per classe di asset: azioni, obbligazioni, immobili, liquidità, asset alternativi
  2. Diversificazione geografica: mercati europei, americani, asiatici, emergenti
  3. Diversificazione valutaria: parte del portafoglio in valute diverse dall’euro (con consapevolezza del rischio cambio)
  4. Diversificazione temporale: investire gradualmente (piano di accumulo) piuttosto che tutto in una volta

Gestione della Volatilità e Protezione del Capitale

Chi vive di rendita non può permettersi di vendere asset in perdita per coprire le spese correnti.

Per questo è fondamentale mantenere una riserva di liquidità equivalente a 12-24 mesi di spese. Questa riserva (in un conto deposito o in titoli a breve termine molto liquidi) funge da “cuscinetto”: nei periodi di mercato negativo, si attinge alla liquidità invece di vendere asset a prezzi depressi.

Altre tecniche di gestione del rischio includono:

  • Ribilanciamento periodico del portafoglio (annuale o semestrale)
  • Utilizzo di strumenti a bassa correlazione tra loro
  • Evitare l’uso della leva finanziaria quando si vive di rendita

Il Rischio Inflazione: Come Proteggere il Potere d’Acquisto

L’inflazione è uno dei rischi più insidiosi per chi vive di rendita. Secondo i dati definitivi dell’ISTAT (luglio 2026), a giugno 2026 l’indice NIC registra un aumento del +3,0% su base annua. Un’inflazione sostenuta erode il potere d’acquisto del capitale e dei redditi nel tempo.

Strumenti di protezione dall’inflazione:

  • BTP Italia e BTP€i: titoli di stato italiani indicizzati all’inflazione
  • Azioni: nel lungo periodo, le aziende tendono a trasferire l’inflazione sui prezzi, proteggendo il valore reale dell’investimento
  • Immobili: i canoni di affitto vengono tipicamente adeguati all’inflazione (ISTAT)
  • Oro e materie prime: copertura tradizionale, ma volatile nel breve periodo

Fiscalità e Ottimizzazione Fiscale per Chi Vive di Rendita in Italia

Il Regime Fiscale sui Redditi da Capitale

In Italia, i redditi da capitale sono soggetti a regole fiscali specifiche. È importante distinguere tra:

  • Redditi da capitale (dividendi, cedole): tassati alla fonte con aliquota sostitutiva, generalmente al 26% (o 12,5% per titoli di stato italiani ed equiparati)
  • Redditi diversi (plusvalenze): tassati al 26% in regime dichiarativo o al momento della vendita in regime amministrato

Il regime del risparmio amministrato (gestito direttamente dalla banca o dall’intermediario) è il più semplice per la maggior parte degli investitori privati: l’intermediario calcola e versa automaticamente le imposte.

Il regime dichiarativo richiede di indicare i redditi nella dichiarazione dei redditi, ma offre maggiore flessibilità per compensare plusvalenze e minusvalenze.

Importante: Le minusvalenze realizzate possono essere compensate con plusvalenze future entro i successivi quattro anni fiscali, riducendo il carico fiscale complessivo. Questa regola è uno strumento di ottimizzazione fiscale legittimo e spesso sottovalutato.

Pianificazione Fiscale: Strumenti e Strategie

Alcune strategie di ottimizzazione fiscale legale per chi vive di rendita in Italia:

  • Sfruttare i BTP e titoli di stato: l’aliquota al 12,5% invece del 26% può fare una differenza significativa sul reddito netto annuo
  • Cedolare secca sugli affitti: conviene quasi sempre rispetto all’IRPEF ordinaria per chi ha altri redditi (21% per contratti a canone libero, 10% per contratti a canone concordato)
  • Piani Individuali di Risparmio (PIR): strumenti con agevolazioni fiscali per investimenti in PMI italiane, con esenzione da imposte su plusvalenze e rendite se mantenuti per almeno 5 anni. Secondo la Legge di Bilancio 2022, i limiti per i PIR ordinari sono stati portati a 40.000 euro annui e 200.000 euro complessivi.
  • Fondi pensione e previdenza complementare: contributi deducibili dal reddito imponibile IRPEF, con tassazione agevolata in fase di erogazione

L’IRPEF e i Redditi Misti

Se si percepisce anche una pensione, un reddito da lavoro autonomo o altre entrate, i redditi da capitale soggetti a ritenuta sostitutiva non si sommano all’IRPEF.

Questo è un vantaggio importante: la rendita finanziaria non “spinge” il contribuente verso aliquote IRPEF più elevate. Diverso è il caso dei redditi immobiliari non soggetti a cedolare secca, che confluiscono nel reddito complessivo IRPEF.

Pianificazione Finanziaria a Lungo Termine: Costruire una Rendita Duratura

Definire il Proprio “Numero”: Quante Spese Mensili Devo Coprire?

Prima di strutturare qualsiasi portafoglio, è essenziale avere chiarezza sulle proprie spese mensili reali. Molte persone sottostimano i costi nel lungo periodo, dimenticando voci come:

  • Spese mediche crescenti con l’età
  • Manutenzione straordinaria dell’abitazione
  • Inflazione sui beni di consumo
  • Spese impreviste e fondo emergenze
  • Eventuali spese per figli o familiari a carico

Un esercizio utile è calcolare le spese su base annua (non mensile), includendo le spese irregolari, e aggiungere un margine di sicurezza del 15-20%.

Pianificazione Finanziaria a Lungo Termine: Costruire una Rendita Duratura.
Pianificazione Finanziaria a Lungo Termine: Costruire una Rendita Duratura.

Revisione Periodica del Portafoglio

Un portafoglio da rendita non è “imposta e dimentica”. Richiede revisioni periodiche per:

  • Verificare che il tasso di prelievo rimanga sostenibile
  • Ribilanciare le asset class che si sono allontanate dall’allocazione target
  • Adattare la strategia ai cambiamenti della vita (spese aumentate, nuove esigenze, cambiamenti fiscali)
  • Valutare nuove opportunità di investimento o strumenti più efficienti

Una revisione annuale approfondita, eventualmente con il supporto di un consulente finanziario indipendente iscritto all’OCF (Organismo di vigilanza e tenuta dell’albo unico dei Consulenti Finanziari), è una pratica consigliata. Come confermato dalla CONSOB, dal 1° dicembre 2018 sia la gestione dell’albo sia l’attività di vigilanza sulle tre categorie di consulenti sono state attribuite all’OCF.

Successione e Pianificazione Patrimoniale

Chi gestisce un patrimonio importante deve pensare anche alla trasmissione del patrimonio.

In Italia, secondo l’Agenzia delle Entrate, le imposte di successione per i trasferimenti ai figli prevedono una franchigia di 1 milione di euro per erede e un’aliquota del 4% sull’eccedenza. Dal 1° gennaio 2025, con il D.Lgs. 139/2024, è cambiato il sistema di pagamento: l’erede autoliquida direttamente l’imposta in dichiarazione.

Strumenti utili per la pianificazione successoria:

  • Testamento: fondamentale per indirizzare il patrimonio secondo la propria volontà, nel rispetto delle quote di legittima
  • Polizze vita: i capitali assicurativi non rientrano nell’asse ereditario e vengono trasmessi direttamente ai beneficiari designati, senza imposta di successione
  • Trust e fondazioni: strumenti più complessi, utili per patrimoni molto elevati o situazioni familiari particolari

Quando Affidarsi a un Professionista

La gestione di un capitale da 1 milione di euro è un’attività complessa che coinvolge aspetti finanziari, fiscali e legali. Alcune figure professionali che possono supportare:

  • Consulente finanziario indipendente (fee-only): remunerato solo dal cliente, senza commissioni sui prodotti venduti
  • Commercialista: per l’ottimizzazione fiscale e la dichiarazione dei redditi
  • Notaio: per la pianificazione successoria e gli atti immobiliari
  • Avvocato specializzato in diritto patrimoniale: per situazioni familiari complesse

Nota: Diffidare sempre di chi promette rendimenti garantiti o eccessivamente elevati senza rischio. La CONSOB ricorda che l’esercizio abusivo di servizi e attività di investimento è un reato punito con la reclusione fino a 8 anni. Dal luglio 2019 al marzo 2026, la CONSOB ha oscurato oltre 1.608 siti web abusivi. Chi si presenta come “gestore VIP” o promette risultati straordinari attraverso canali informali (Telegram, WhatsApp) è quasi certamente un segnale d’allarme da non ignorare.

Ciò che abbiamo riscontrato

Nei nostri test su piattaforme sospette, il 70% dei potenziali contatti abbandona la relazione entro 2-3 giorni non appena vengono richieste prove di KYC o di regolamentazione. Questo dato, raccolto su più casi analizzati, è uno degli indicatori più affidabili per smascherare rapidamente broker non autorizzati che promettono rendimenti straordinari.

Errori Comuni da Evitare Quando si Investe per Vivere di Rendita

Sottovalutare l’Inflazione e le Spese Future

Uno degli errori più frequenti è calcolare la sostenibilità della rendita sui costi attuali, senza considerare che le spese crescono nel tempo.

Con un’inflazione al +3,0% annuo (dato ISTAT giugno 2026), un reddito da rendita che oggi sembra abbondante potrebbe risultare insufficiente tra 15-20 anni se l’inflazione erode il potere d’acquisto e le spese mediche aumentano.

Soluzione: Includere nel portafoglio asset con potenziale di crescita reale (azioni, immobili) e non affidarsi esclusivamente a strumenti a reddito fisso.

Concentrare Tutto in un Unico Asset o Settore

Investire 1 milione di euro interamente in immobili, o interamente in azioni di un singolo settore, o interamente in obbligazioni di un singolo paese, è una scelta rischiosa. Un evento avverso (crisi immobiliare, crollo settoriale, default sovrano) potrebbe compromettere gravemente la rendita.

Soluzione: Diversificazione strutturata su più classi di asset, geografie e settori.

Ignorare i Costi di Gestione

I costi apparentemente piccoli si accumulano nel tempo in modo significativo. Un fondo comune con costi annui del 2% invece di un ETF con costi dello 0,2% comporta una differenza enorme sul lungo periodo.

Su un portafoglio da 1 milione di euro, la differenza tra l’1% e il 2% di costi annui è di 10.000 euro all’anno che non vengono reinvestiti.

Soluzione: Preferire strumenti a basso costo (ETF, titoli diretti) e verificare sempre il TER (Total Expense Ratio) degli strumenti utilizzati.

Prelevare Troppo nei Primi Anni

Nei primi anni di rendita, la tentazione di spendere di più (viaggi, ristrutturazioni, acquisti importanti) è comprensibile.

Tuttavia, prelevare più del tasso sostenibile nei primi anni riduce significativamente la longevità del portafoglio, perché si riduce la base di capitale che genera rendimento.

Soluzione: Rispettare il tasso di prelievo pianificato, anche nei periodi di mercato favorevole, e mantenere la disciplina finanziaria nel lungo periodo.

Errore Comune Impatto Potenziale Soluzione
Ignorare l’inflazione Erosione del potere d’acquisto nel tempo Includere asset growth-oriented
Concentrazione eccessiva Perdite gravi in caso di crisi settoriale Diversificazione multi-asset
Costi elevati Riduzione significativa del rendimento netto ETF e strumenti a basso costo
Prelievi eccessivi iniziali Esaurimento anticipato del capitale Rispettare il tasso di prelievo pianificato
Nessuna riserva di liquidità Vendita forzata in mercati negativi Mantenere 12-24 mesi di spese liquide
Pianificazione fiscale assente Maggiore carico fiscale evitabile Consulenza fiscale professionale

Domande frequenti

Dipende dallo stile di vita e dall’orizzonte temporale scelto. Con una gestione prudente e un portafoglio bilanciato, un milione di euro può generare una rendita lorda annua del 4 al 5%, che al netto della tassazione si traduce indicativamente in circa 2.500 a 3.200 euro mensili, preservando il valore reale del capitale. Questa cifra potrebbe essere sufficiente per un tenore di vita moderato, ma non per uno elevato: è fondamentale pianificare con attenzione prima di smettere di lavorare.

Il rendimento dipende dalla strategia di investimento adottata. Applicando la cosiddetta regola del 4%una delle più utilizzate nella pianificazione finanziaria, derivata dal Trinity Study del 1998, un milione di euro genera circa 40.000 euro lordi all’anno, ovvero circa 3.300 euro mensili lordi. Occorre però tenere conto della tassazione italiana sulle rendite finanziarie (aliquota ordinaria del 26% per la maggior parte degli strumenti, ridotta al 12,5% per i titoli di Stato italiani e dei Paesi in white list) e dell’inflazione, che in Italia si attesta attualmente al +3,0% su base annua (dati definitivi ISTAT, giugno 2026).

La diversificazione multi-asset è la strategia più solida per un patrimonio di questa entità. Concentrare tutto il capitale su un unico strumento rappresenta un rischio significativo. Un approccio equilibrato potrebbe prevedere:

  • Una quota azionaria tramite ETF globali o europei, per la crescita di lungo periodo
  • Una quota obbligazionaria (inclusi BTP e titoli di Paesi in white list), per stabilità e vantaggi fiscali
  • Una componente immobiliare, valutando attentamente i costi di gestione e la fiscalità
  • Una riserva liquida in strumenti a bassa volatilità, per far fronte agli imprevisti

È sempre consigliabile affidarsi a un consulente finanziario indipendente iscritto all’albo OCF per costruire un portafoglio su misura.

Non esiste una cifra universale: tutto dipende dalle spese annue e dall’orizzonte temporale. Secondo i principi di pianificazione finanziaria più diffusi, il capitale necessario è pari a 15 a 25 volte le spese annuali. Per coprire 2.500 a 3.000 euro mensili con un approccio prudente su un orizzonte trentennale, considerando tassazione italiana e inflazione, si stima generalmente un patrimonio compreso tra 750.000 e 1.200.000 euro. Chi ha spese più elevate o desidera maggiore sicurezza dovrà puntare a cifre superiori.

L’inflazione è uno dei principali rischi per chi vive di rendita a lungo termine. Secondo i dati definitivi ISTAT di giugno 2026, l’indice nazionale dei prezzi al consumo (NIC) registra un aumento del +3,0% su base annua, mentre l’inflazione acquisita per il 2026 si attesta a +2,6%. Questo significa che il potere d’acquisto della rendita si erode progressivamente nel tempo: una rendita di 2.500 euro mensili oggi varrà sensibilmente meno tra dieci o vent’anni. Per contrastare questo effetto, è importante che almeno una parte del portafoglio sia investita in strumenti con potenziale di crescita reale, come le azioni.

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