I mercati cercano il profitto - le news per guadagnare con il Forex

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Cosa c’è di meglio di una bella torta di mele messa a raffreddare sul davanzale in una tiepida giornata primaverile? I bambini che corrono e giocano in giardino in attesa di poter gustare quella delizia e la nonna in cucina orgogliosa della sua torta, fatta con la ricetta che la sua mamma gli ha passato gelosamente.

 

Quella nonna che, alla finestra con quel sorriso compiaciuto e rassicurante, ora guarda alla i bambini divertirsi e sa che li chiamerà a fare merenda non appena la torta si sarà raffreddata, ma non un secondo prima.

 

Ricordi d’infanzia? Neanche per sogno. Sostituite torta con economia, nonna con Janet Yellen e i bambini con i mercati e operatori economici. E non dimenticate la mamma della nonna: indovinate? Proprio lui, Ben Bernanke, il fautore primo della ricetta quantitative easing.

 

Ieri, in perfetto stile FED di questi ultimi mesi, non è successo niente. L’economia giudicata ancora fragile non giustifica un tapering (riduzione del programma di quantitative easing ndr) più deciso in quanto l’economia è sì su un sentiero stabile, ma procede ad “un ritmo moderato”, i mercati (finanziari) bevono liquidità come i senzatetto bevono il vino in cartone e c’è una fortissima necessità di mantenere i prezzi dei titoli di stato di cui i bambini di cui sopra hanno fatto scorpacciata.

 

Come bordata finale, nel suo statement la Yellen ha sottolineato come i tassi rimarranno bassi per un periodo prolungato, mettendo in porta l’ottimo pallone passatole da Christine Lagarde non più di qualche giorno fa. Tutto quadra, anche se delude le attese dei mercati.

Ma poi, che buone erano le torte delle nostre nonne? Vale quali la pena tornare a giocare, tanto quando sarà pronta la merenda, ce lo dirà la nonna.

 

Forex Market Movers

Alle 10:30 le vendite al dettaglio nel Regno Unito attese in frenata a -0.5% rispetto al precedente a 1.3% su base mensile e a 4.3% rispetto al precedente a 6.9% su base annuale.

Alle 16:00 l’indice Philly FED manifatturiero dovrebbe mostrare una leggera flessione a 14.0 rispetto al precedente 15.4.

 
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EUR/USD

Eravamo tra i pochi a sostenere un rialzo della moneta unica contro biglietto verde sia dal punto di vista tecnico (grafico) sia dal punto di vista fondamentale con l’ennesimo rinvio non solo del tapering (che è ovviamente un’operazione lunga e complicata), ma anche di un annuncio di strategia come auspicavamo ieri. Il fatto è che senza prospettive concrete, i mercati fanno ciò che sanno fare meglio, cercare il profitto, e visto che l’Europa rende molto più degli Stati Uniti, continua il rally dell’Euro che torna sopra 1.36 scambiando in queste ore a 1.3615 oltre il livello chiave in parità. Ci avviciniamo alla fine della settimana e l’indice Philly FED manifatturiero potrebbe dare una mano a calmierare i prezzi, ma lo scenario più plausibile è quello della lateralizzazione intorno a 1.36.

 

GBP/USD

Sono due i punti da sottolineare per quanto riguarda la sterlina che fa ripartire la volatilità sia sulla pubblicazione dei verbali di ieri mattina (discesa del cable) sia sul FOMC (risalita del cable). Sulla pubblicazione dei verbali la discesa dal picco a 1.70 è stata attivata dal fatto che nei verbali si legge che la decisione di lasciare i tassi fermi sta diventando più bilanciata e soprattutto che un rialzo prematuro potrebbe comportare costi significativi. Ovviamente questo smentisce parzialmente ciò che è stato detto da Carney e Bean, ma in fase successiva alla riunione della BoE, quindi sono informazioni che lasciano il tempo che trovano. 1.6930 invece è stato il punto più basso salvo poi ripartire sulle dichiazioni della Yellen che hanno indebolito il dollaro contro tutte le divise maggiori riportando il cable a 1.7010. La cosa importante da notare è che il comportamento di GBPUSD segure in modo molto preciso la nostra impostazione tecnica (grafico) dettata già due settimane fa, ma che il raggiungimento di livelli così alti potrebbe determinare uno storno entro la fine della settimana.

 

USD/JPY

Le sorprese sono poche anche in Sol Levante dal punto di vista del rapporto con il biglietto verde. Il rafforzamento che ha spinto la valuta nipponica da 102.30 fino a 101.70 è stato determinato dalla lettura dei dati sul barometro economico, il maxi indice Tankan, uscito stabile con l’outlook della fiducia delle aziende che progredisce di 8 punti. Di tutta risposta anche l’azionario giapponese accelera con l’indice Nikkei della borsa di Tokyo che fa registrare un ottimo +1.62%. Tecnicamente la lateralizzazione continuerà in fine di settimana con prezzi che oscilleranno tra 101.50 e 102.

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