Il mercato USA scalda il pomeriggio di trading - segui le ultime news

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Forse i mercati suggeriscono di andare in vacanza! Sono molto poco interessanti queste giornate in un’Europa interessate dall’anticiclone delle Azzorre segnate da un clima politico ed economico, tanto per usare le parole della Yellen, attendista e prevedibile. 

 

Niente di nuovo dalla BCE che scalda i motori facendo sottolineare ai funzionari che ciò che ha annunciato Draghi accadrà veramente, né dalla FED che si sta preparando al prossimo meeting. 

 

L’unica sorpresa potrebbe venire dalla Bank of England dove Carney, che aveva trovato in Draghi il migliore alleato alla sua timida politca monetaria, potrebbe dover essere costretto ad alzare la cresta e mettere sul piatto qualcosa di più del “wait and see” (aspetta e vedi che succede ndr). E allora ecco spiegato perché l’attenzione è da rivolgere alle mete periferiche ed esotiche. “Andate in vacanza!” sembrano suggerire i mercati, o almeno mettiamoci una bella foto di una spiaggia neozelandese e fantastichiamo di essere là, dove, per inciso il mercato è decisamente più dinamico.

 

Market Movers

Dopo una mattinata senza dati macro rilevanti il pomeriggio sarà riscaldato oltreoceano dalle vendite al dettaglio negli Stati Uniti alle 14:30 attese in recupero a 0.6% rispetto al dato precedente a 0.1% e per la componente core il recupero si dovrebbe attestare a 0.4% rispetto allo 0.0% della rilevazione precedente. A seguire la conferenza stampa alle 17:15 del governatore della Bank of Canada Poloz.

 

Alle 7:30 dati cinesi sulla produzione industriale in lieve accelerazione a 8.8% rispetto al 8.7% della rilevazione precedente.

 

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EUR/USD

Ieri è stata una giornata sonnolenta per la moneta unica, che ha perso terreno solo nel pomeriggio sull’entrata degli americani che hanno dominato un po’ tutte le coppie di valute a partire dalle major. Anche in inizio di giornata si sta creando una forte fase di accumulo sul nostro supporto tecnico variabile (grafico) che sta descrivendo il movimento intorno a 1.3530. Il trend rimane sempre ribassista anche se la lateralizzazione di queste ore lascia presagire la possibilità di uno storno, meramente tecnico, sul fine di settimana.

 

GBP/USD

Buoni i dati inglesi di ieri; sufficienti a far impennare il cable da 1.6750 fin quasi a 1.68 salvo poi ritracciare in territorio più neutro a 1.6880 dove si è letteralmente accasciato in serata salvo poi ripartire sull’onda dei recuperi delle borse asiatiche portandosi a 1.6825 contro dollaro USA. 

 

Permane quindi una certa forza della sterlina inglese, con l’economia di Sua Maestà che si dimostra tonica con un tasso di disoccupazione che scende a sorpresa a 6.6% rispetto alle attese a 6.7% e rispetto al dato precedente a 6.8%. Infatti il numero di richieste di sussidi è sceso di 27.4 mila unità rispetto alle attese a -25 mila: un ottimo risultato per l’economia britannica. Un risultato che al di là dell’impatto momentaneo, fa presagire una ripresa più rapida del previsto che, con ottima probabilità, metterà pressioni non indifferenti a Carney sulla riduzione del quantitative easing e aumento dei tassi e dall’altro lato farà rientrare anche solo parzialmente la crisi politica sgonfiando l’inflazionata fazione antieuropea.

 

NZD/USD

Giornata altalenante ieri sul kiwi in aria di banca centrale che ha deciso di alzare il tasso di riferimento di 25 basis point portandolo a 3.25%. Di tutta risposta il dollaro neozelandese, che già nel pomeriggio aveva fatto registrare un aumento di volatilità, è salito in modo esplosivo bucando al rialzo il canale rialzista e posizionandosi sull’altro livello tecnico indicato ieri a 0.8680. La decisione però non era così scontata come appare in quanto la RBNZ ha più volte espresso disagio per la forza del cambio contro dollaro statunitense per cui sarà importante valutare attentamente le prossime mosse che andranno a influenzare il kiwi.

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