Le ultime notizie dagli USA per guadagnare con il Forex

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Nella comparizione di ieri davanti al Congresso in cui Janet Yellen aggiornava il parlamento, la governatrice della FED ha ribadito i soliti punti cardine che hanno contraddistinto la politica della banca centrale americana sino ad ora, ovvero l’intenzione di mantenere accomodante ancora per un periodo più o meno prolungato la politica monetaria a stelle e strisce. Nonostante infatti il miglioramento dei fondamentali, è ancora presto, sempre secondo la Yellen, per parlare di completa guarigione dalla crisi. È da sottolineare come sia la FED che la BCE attenderanno comunque l’estate per avere una visione sui fondamentali più precisa e scremata dalle stagionalità. Per questo motivo nella riunione di oggi della banca centrale europea, le attese sono per un Mario Draghi sempre accomodante (in termini monetari), ma per un sostanziale nulla di fatto.
 
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Inaugura la giornata dei dati macroeconomici principali la Gran Bretagna con la decisione sui tassi d’interesse alle 13:00 che dovrebbero rimanere invariati a mezzo punto percentuale. A margine anche le notizie sul quantitative easing nel Regno Unito.
 
Alle 13:45 è la volta dei tassi europei con Mario Draghi che inizierà la conferenza stampa dopo i canonici 45 minuti alle 14:30.
 
Alle 3:30 i dati sull’inflazione cinese attesa in discesa al 2% rispetto alla lettura precedente a 2.4% e i dati sull’indice dei prezzi alla produzione attesi in flessione a -1.8%, in recupero rispetto al dato precedente a -2.3%.
 
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EURUSD

Molto tecnico l’andamento di EURUSD che rimane ben ancorato all’interno del nostro canale rialzista (grafico). Il momento interlocutorio di questi giorni dopo aver toccato quota 1.3950 è derivato dall’attesa sia per le parole della Yellen di ieri (un altro nulla di fatto molto scontato), sia soprattutto per le indicazioni che fornirà Mario Draghi oggi. Se infatti la condotta della FED è piuttosto scontata, la BCE ha sempre nell’armadio lo scheletro del quantitative easing, che si diverte a sventolare ogni tanto per muovere i mercati.

 

USDJPY

Lo yen giapponese torna a perdere terreno contro dollaro USA, complice anche un mercato azionario nipponico abbastanza tonico, con l’indice Nikkei che chiude la sessione di contrattazioni a +0.93%. Sembra quindi nuovamente instaurarsi un clima di ritorno al rischio con il raffreddamento nelle ore di ieri della questione ucraina. È ormai chiaro come i mercati e soprattutto gli asset rifugio siano legati a doppia mandata agli umori e alle mosse politiche, soprattutto in questioni così delicate. Dal punto di vista tecnico USDJPY rimane ancorato nel range 101.50 – 102 ritornando a lateralizzare nel minirange più basso dell’anno.

 

AUDUSD

I dati australiani sull’occupazione nella terra dei kanguri hanno lasciato gli investitori e gli analisti a bocca aperta. Con un tasso di disoccupazione stabile al 5.8% che riflette una progressione importante del numero di occupati a 14.2 mila unità rispetto alle 6.8 mila attese e dati cinesi impressionantemente buoni dove la bilancia commerciale ha fatto registrare un avanzamento a 18.45 miliardi contro le attese a 13.09 miliardi e soprattutto contro un precedente a 7.71 miliardi, l’aussie ha subito un lancio verso l’alto ritornando ben oltre 0.9350 e assestandosi in queste ore a 0.9380. Ritorna quindi la forza del dollaro australiano, complice anche una certa e generalizzata debolezza di biglietto verde.

 

Voglia di riscatto per Fiat a Piazza Affari. Dopo il tonfo di ieri il titolo rimbalza in mattinata e registra una crescita di oltre il 2% a 7,63 euro per azione. Ieri l'azione del Lingotto è stata colpita dalle vendite (-11,68% a 7,48 euro) in scia alla presentazione del piano industriale 2014/2018 e della trimestrale. I target presentati a Detroit, specialmente quelli sul fronte vendite e debito, sono stati giudicati eccessivamente ottimistici dagli analisti. Nella galassia Agnelli positivo anche il titolo Exor che guadagna circa l'1%.

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