Obama da fiducia all'Italia - tutte le notizie e le strategie del Forex

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Analisi tecnica delle 10,30 ora italiana

La tappa italiana del tour europeo del presidente degli Stati Uniti Barack Obama si è concluso con un sostanzioso endorsement al primo ministro Matteo Renzi che ha incassato, almeno a parole, la fiducia degli USA proprio per bocca del primo cittadino a stelle e strisce. 

Stati Uniti che escono con le ossa rotte dal rilascio dei dati macroeconomici di ieri dove il PIL del quarto trimestre 2013 delude le attese in lieve rallentamento a 2.6% contro le attese a 2.7%, ma rimane superiore alla rilevazione precedente a 2.4%. Inoltre sorprendono particolarmente i nuovi sussidi di disoccupazione che calano a 311 mila unità rispetto alle attese a 321 mila: dato che prosegue un trend positivo che si è instaurato da qualche settimana e che potrebbe fornire le basi per dare un’ulteriore spinta al tapering.

 

Nella notte sorprendono al rialzo anche i dati pubblicati in Sol Levante dove le vendite al dettaglio aumentano a sorpresa del 3.6% contro le attese a 3.2% contribuendo a mantenere stabile il tasso d’inflazione a 1.5% su scala nazionale e permettere a quello della capital (che gode di una rilevazione a parte) di avanzare del 1% contro le attese a 0.9%. Sembrano iniziare a dare I frutti le politiche ultraespansive volute dal primo ministro Shinzo Abe e avallate dalla Bank of Japan messe in atto per combattere lo spauracchio della deflazione che attanaglia il Giappone da quasi trent’anni.

 

Market Movers

In Gran Bretagna oggi il dato sul PIL trimestrale del quarto trimestre 2013 alle 10:30 atteso invariato allo 0.7% e anno su anno atteso al 2.7% anche in questo caso invariato rispetto al dato precedente.

Alle 14:55 l’indice dell’università del Michigan sulla fiducia delle famiglie atteso a 79.9 contro il precedente a 80.5.

 
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EURUSD

Il mercato scontava ampiamente i dati leggermente peggiori delle attese sul PIL e ha subito un rallentamento sui pending home sales raggiungendo area 1.3750. Ma ciò che ha giudato il mercato è stato il dato sull’occupazione decisamente migliore delle attese che traccia un quadro di miglioramento dal punto di vista occupazionale con un miglioramento del tasso di disoccupazione, che ricordiamo è uno degli obiettivi dell’operato della FED. 

Questo è stato sufficiente a far volare il biglietto verde che ha portato la moneta unica in altalena questa settimana. Dal punto di vista tecnico, con il raggiungimento di nuovi minimi relativi, EURUSD è entrato in un trend ribassista di medio periodo. Attenzione tuttavia ai dati americani di oggi pomeriggio e a possibili ritracciamenti su eventuali chiusure di posizioni (effetto venerdì).


USDJPY

La poca volatilità notturna sui dati giapponesi unita alla performance tiepida dell’azionario nipponico con l’indice Nikkei della borsa di Tokyo che chiude poco sopra la parità lasciano presagire una giornata interlocutoria, al più guidata dal biglietto verde. Con Obama geograficamente così vicino al grande rivale di questi giorni, Vladimir Putin, le tensioni internazionali derivate dalla cosiddetta crisi ucraina sembrano aver subito una battuta d’arresto, favorendo così il ritorno al rischio e l’abbandono delle cosiddette valute rifugio tra cui lo Yen.


AUDUSD

Il rafforzamento del dollaro USA di ieri sembra non toccare invece l’aussie. Il dollaro australiano non conosce tregua e continua la sua ascesa raggiungendo nuovi massimi a 0.9270. Come avevamo sottolineato ieri “sky is the limit”, anche se con l’avvicinarsi della fine della settimana di contrattazioni è opportuno stare attenti ad eventuali ritracciamenti tecnici in concomitanza soprattutto dei dati americani del pomeriggio considerando soprattutto la persistenza in zona di ipercomprato da diversi giorni.

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