Focus oggi sui Tassi di interesse EU

Analisi indici
Nonostante le condizioni climatiche, oggi sarà un giovedì caldo con la decisione sui tassi d’interesse in zona Euro e in Gran Bretagna che arrivano il giorno dopo la pubblicazione del beige book americano ieri sera alle 20:00 arrivato in un clima di allarmismo fomentato nel pomeriggio dai dati deludenti sulla variazione del numero di occupati del settore non agricolo (rilevazione ADP) e dell’ISM non manifatturiero. Se il consenso dava questi dati in miglioramento rispetto alla rilevazione precedente a sancire un netto spartiacque tra il passato recessivo e un 2014 finalmente con il segno più, la realtà ha delineato una situazione economica reale ancora instabile e per dirla con le parole di mamma Yellen “soft” (debole, delicata).
 
Ed è stata proprio la neogovernatrice della FED a sostenere che la banca centrale a stelle e strisce farà tutto il possibile, all’interno del proprio mandato, per favorire il rafforzamento dell’economia reale statunitense dove l’inflazione è ancora troppo debole e il tasso di disoccupazione è ancora fuori dal target indicato dal predecessore Ben Bernanke perché si possa parlare di uscita dal QE (quantitative easing ovvero politica monetaria iperaccomodante).
 
Sul fronte europeo oggi Mario Draghi sarà alle prese con una riunione focalizzata su due punti principali: il tasso di inflazione sotto la cosiddetta “soglia di pericolo” determinata in 1% e le stime di crescita per il 2014 e 2015 che si attendono riviste al ribasso, anche se lievemente, rispetto alla stima precedente.
 
Market Movers
13:00 Decisione sui tassi di interesse della Bank of England: attesi invariati allo 0.5% così come l’importo del QE a 375 miliardi di sterline.
13:45 Decisione sui tassi di interesse della BCE: anche in questo caso atteso invariato allo 0.25%. Da seguire a stretto giro la conferenza a margine della decisione sui tassi alle 14:30 per verificare qualora il direttorio della BCE abbia in previsione manovre di QE.
16:00 indice di fiducia Ivey atteso in flessione a 54.0 rispetto alla rilevazione precedente a 56.8.
 
EURUSD
Se il biglietto verde si è dimenato un po’ sulla pubblicazione del beige book ieri sera muovendo EURUSD all’interno della nostra banda di oscillazione tra 1.37 e 1.3750, non ci sono condizioni per grandi sorprese. Se la FED ha infatti ribadito l’impegno senza se e senza ma a perseguire i propri obiettivi di stabilità dei prezzi e massima occupazione, la BCE è richiamata oggi alla dimostrazione di avere interessi analoghi e attingendo alle stesse ricette. Salvo particolari scossoni o l’ormai famoso “effetto Draghi” (rapida discesa del cambio EURUSD durante la conferenza stampa a margine della decisione sui tassi d’interesse e FTSE MIB.
 
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