L'Europa e i deboli segnali di ripresa

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Il_fatto_che l’Europa, nonostante i deboli segnali di ripresa messi in risalto dai dati macroeconomici delle ultime settimane, non versi in condizioni particolarmente positive è un dato di fatto. Non è giustificata quindi l’ondata di euforia delle scorse settimane che ha portato tutti i listini del vecchio continente ai massimi relativi dall’inizio dell’anno.


Le motivazioni dietro questa impennata dei listini sono da ricercare nelle tensioni e instabilità che hanno permeato e ancora contraddistinguono i mercati emergenti con un sensibile buy out dalle principali valute e in particolare peso argentino, lira turca, rublo russo e rand sudafricano.


Unico dato disaggregato è il comportamento della sterlina inglese, vera superstar della settimana scorsa, che si è mossa al rialzo con inarrestabile forza sui rumors che suggeriscono che la Banca d’Inghilterra sarà la prima ad aumentare i tassi d’interesse.


Dati Macroeconomici/Appuntamenti Forex della Settimana
Da tenere sotto controllo la decisione sui tassi d’interesse della Bank of Japan nella notte tra oggi e domani, mentre sul fronte dei tassi degli emergenti sarà interessante vedere alle 13:00 di domani cosa succederà in Turchia.


Dall’altra sponda della manica: l’indice inflazionistico (10:30 di domani 18/02) atteso in linea con il dato precedente al 2.0%, la variazione nelle richieste di sussidi attesa in leggera fllessione a -20k (precedente -24k) e le minute della BOE (10:30 il 19/02) e per concludere venerdì 21/02 alle 10:30 l’uscita del dato sulle vendite al dettaglio in flessione a -1.0% contro il precendete a 2.6%.


Dagli Stati Uniti: minute del FOMC (20:00 del 19/02), indice inflazionistico core atteso in linea con le attese a 0.1% (14:30 del 20/02) e vendite di nuove case anche in questo caso dato atteso in leggera flessione rispetto al precedente (16:00 del 21/02) con 4.67m di unità contro il precedente a 4.87m.

EURUSD
Piuttosto tecnico il comportamento di EURUSD ma con un’impostazione a lateralizzare. Dopo due test importanti a 1.37 dall’inizio dell’anno e soprattutto con un atteggiamento di incertezza degli operatori, l’attesa è tutta per i dati sull’inflazione, argomento cardine che sta tenendo banco negli ultimi tempi. Qualora si verificasse un ulteriore processo deflazionistico in zona Euro, allora possiamo attendere un deprezzamento della moneta unica contro dollaro già entro fine trimestre soprattutto nell’eventualità che la Banca Centrale Europea decidesse di intervenire ulteriormente con manovre espansive.


GBPUSD
Sembra inarrestabile la cavalcata della sterlina inglese che raggiunge 1.68 nelle prime ore di contrattazione della settimana. I rumors su una possibile uscita dalla politica monetaria espansiva da parte della Bank of England, che è stata la prima a ridurre lo scorso anno il programma di acquisto di bond governativi, ha fornito carburante che sembra inesauribile per la valuta di sua maestà. Dal punto di vista tecnico è ragionevole pensare che dopo 500 pips di salita inarrestabile, sia fisiologico un ritracciamento almeno su livelli intorno ai massimi relativi di gennaio a 1.6600/50 e quindi a ritoccare il canale ascendente che è stato bucato violentemente al rialzo (grafico).
USDJPY.


Totalmente interlocutorio e prevedibilmente tecnico il comportamento di USDJPY che si prepara a ritornare in zona 102 dopo aver toccato i minimi a 101.50 sull’onda dei dati sull’inflazione. Nel medio termine e in assenza di dati particolari dal Sol Levante la discesa di queste settimane è causata principalmente, come già sottolineato in precedenza, da una diffusa debolezza del biglietto verde. I dati sul PIL usciti questa notte che hanno fatto registrare un miglioramento dello 0.3% nel quarto trimestre, disegnano un’immagine di uscita dalla deflazione, che seppure debole, potrebbe costituire un segnale che la politica di guerra totale alla deflazione del conservatore Shinzo Abe sta dando i primi frutti.


Oggi è President’s Day negli Stati Uniti: i mercati USA sono chiusi.

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